Fake news: nasce European Digital Media Observatory

Lo European Digital Media Observatory è un osservatorio indipendente, finanziato dalla Commissione Europea, che ha l’obiettivo di monitorare e contrastare i fenomeni di disinformazione. Un’attività che vede l’Italia  in prima linea

La disinformazione e la crescente diffusione delle fake news hanno negli ultimi anni destato l’attenzione delle istituzioni internazionali. Per questo la Commissione Europea, in collaborazione con otto hub nazionali, ha dato vita a un organismo per l’analisi e il contrasto di questi fenomeni: lo European Digital Media Observatory (EDMO). Un ente indipendente in cui l’Italia gioca un ruolo importante, con diversi soggetti in campo.

La nascita del progetto

L’Osservatorio nasce nel contesto del piano d’azione della Commissione Europea contro la disinformazione pubblicato nel dicembre 2018. Il piano mira a rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri e le istituzioni europee in 4 aree chiave:

  • miglioramento dell’analisi;
  • coordinamento dei responsi;
  • collaborazione con le piattaforme online;
  • sensibilizzazione e responsabilizzazione dei cittadini sul tema della disinformazione online.

Che cos’è lo European Digital Media Observatory

L’Osservatorio europeo dei media digitali sarà un punto di riferimento per i fact-checker, gli accademici, i giornalisti e altri soggetti attivi nel mondo dell’informazione. Il suo percorso organizzativo segue due fasi: la prima si concentra sulla realizzazione di un’infrastruttura di servizi di base e sulla definizione delle regole di governance dell’Osservatorio; la seconda prevede la creazione di centri di ricerca sui media digitali nazionali e regionali in tutta Europa. Attualmente sono già attivi otto hub, di cui uno in Italia (IDMO – Italian Digital Media Observatory) coordinato dall’Università Luiss Guido Carli. Lo scopo degli hub nazionali è implementare azioni sul territorio previste da EDMO e analizzare l’impatto della disinformazione sulla società e sul sistema democratico.

Chi lo gestisce

EDMO è gestito da un consorzio guidato dallo European University Institute di Firenze. Il consorzio include la società Athens Technology Center (Grecia), che fornisce il supporto tecnologico, l’Università di Aahrus (Danimarca) e il progetto giornalistico e di fact-checking Pagella Politica (Italia). EDMO è completamente indipendente dalle autorità istituzionali, inclusa la stessa Commissione Europea. La struttura di governance è composta da un comitato consultivo incaricato di definire le regole di funzionamento e la strategia dell’Osservatorio e da un comitato esecutivo responsabile dell’attuazione del regolamento.

Che cosa fa EDMO

Lo European Digital Media Observatory  gestisce una piattaforma online per supportare l’analisi accademica delle campagne di disinformazione e fornire al pubblico informazioni volte ad aumentare la consapevolezza sul tema, con un libero accesso a dati e archivi pubblici.

In particolare, sul fronte del fact-checking EDMO offre strumenti e servizi in grado di:

  • facilitare l’identificazione di notizie rilevanti e di tendenza pubblicate e condivise online incentivando attività congiunte di fact-checking;
  • semplificare la verifica dei contenuti online anche attraverso l’utilizzo di machine learning e strumenti di elaborazione del linguaggio naturale;
  • velocizzare le attività di fact-checking e peer review dei fact-checking, anche con il supporto di strumenti di traduzione in tempo reale;
  • facilitare la produzione e la distribuzione online di notizie derivanti da attività di fact-checking.

A fianco dell’attività di analisi e di ricerca, EDMO svolge attività di formazione su temi legati alla disinformazione aperte a ricercatori, giornalisti e ad altri soggetti interessati; organizza webinar e incontri sulle funzioni e gli strumenti della piattaforma, convegni ed eventi. L’obiettivo è dare vita a una comunità digitale internazionale di fact-checking, facilitando lo scambio di buone pratiche e diffondendo materiali per l’alfabetizzazione mediatica e digitale, in modo che una fascia sempre più ampia della popolazione possa acquisire almeno gli strumenti essenziali per identificare una fake news. Strumenti oggi sempre più urgenti e necessari.