Content marketing per lo sport: consigli ed esempi

Lo sport rappresenta un campo d’azione molto vasto per il content marketing. Se operi nel settore, oppure ti occupi di tutt’altro ma stai valutando di realizzare una partnership con il mondo sportivo, ecco i consigli per muoverti al meglio

Lo sport è emozione, partecipazione, appartenenza, benessere, amicizia. Raccontarlo attraverso il content marketing significa toccare ciascuno di questi aspetti, e molti altri ancora. Le potenzialità di questo settore in un’ottica di promozione online sono davvero vaste. Che si tratti di prodotti o servizi legati allo sport, di eventi o di un’organizzazione, l’importante è centrare gli obiettivi e sviluppare una strategia chiara e coerente.

Content marketing per lo sport

Il settore dello sport gode di un grande vantaggio: quello di avere solitamente come pubblico di riferimento persone motivate e già fortemente fidelizzate. L’altra faccia della medaglia consiste nel fatto che queste persone spesso sono già anche molto preparate sull’argomento, dunque sarà necessario fornire loro contenuti curati e soprattutto innovativi. Naturalmente, attraverso molteplici canali: sito web, blog, newsletter, email marketing sono tutti strumenti utili per fornire aggiornamenti, informazioni e mantenere vivo l’interesse.

Sport e social media

I social media, in particolare, offrono l’opportunità di coltivare il senso di comunità e di appartenenza, fondamentali nello sport. Anche sul web si fa squadra insomma, motivando i partecipanti e stimolando il dialogo. Al di là dei profili degli atleti o delle federazioni, esistono gruppi Facebook legati a una determinata disciplina sportiva dove i membri condividono i risultati dei loro allenamenti e si scambiano suggerimenti a vicenda. Twitter e Instagram si prestano invece molto bene al racconto in diretta degli eventi sportivi.

Sport e sponsorship

Partnership e sponsorizzazioni nello sport sono all’ordine del giorno. Per un brand, affiliarsi a una società sportiva, o a uno sportivo, è sempre fonte di visibilità. Non parliamo necessariamente di grandi nomi: l’affiliazione funziona anche a livello locale; anzi, in contesti ristretti è spesso ancora più sentita e condivisa. Oggi gli atleti sono dei veri e propri influencer, al pari di personaggi famosi o del mondo dello spettacolo. Si tratta di valutare le risorse a disposizione ma anche la sensibilità e l’interesse del pubblico di riferimento. Non sempre il nome più noto porta più vantaggi. Meglio puntare sui dettagli e sulle peculiarità che si desidera mettere in luce.


Lo sport come contenuto trasversale

Sono innumerevoli le aziende che scelgono lo sport come chiave di racconto del proprio brand. Anche se quello che producono con lo sport c’entra poco o nulla. Procter and Gamble, ad esempio, si qualifica quale “orgoglioso sponsor delle mamme”, alle quali fornisce prodotti di uso quotidiano, e di conseguenza quale orgoglioso sponsor degli atleti olimpionici. L’efficace serie di video “Thank you, Mom” mette in luce l’emozione, la fatica, la dedizione che lo sport richiede e il ruolo insostituibile delle madri nel sostenere in ogni circostanza i figli. Alla fine, il legame apparentemente inesistente tra un’azienda che produce beni di largo consumo e lo sport appare magicamente lampante.

Toccare le giuste corde

Le aziende che invece si avvicinano per contenuto al mondo dello sport, devono fare lo sforzo di intercettare il giusto stato d’animo. Un’azienda non famosissima che produce abbigliamento sportivo, Under Armour, lo ha fatto con uno spot che vede l’ex nuotatore Michael Phelps protagonista, mentre si allena con fatica giorno dopo giorno, e riposa, notte dopo notte. Lo stesso atleta ha riconosciuto che lo spot racconta perfettamente, in un breve lasso di tempo, come lui si prepara e le emozioni che prova. L’autenticità qui è centrale. Così come lo è l’emozione dominante: il senso di sfida, che ha colpito una fascia di pubblico precisa – uomini millennial di età compresa tra 18 e 34 anni – di primario interesse per il brand.