Walmart, la spesa si fa con la realtà virtuale

La nuova tecnologia di Walmart permetterebbe di replicare l'esperienza d'acquisto del negozio, senza muoversi da casa

Secondo Walmart, popolare catena statunitense di negozi al dettaglio che vanta 11.718 punti vendita, visitare un grande magazzino è per tanti clienti un’esperienza stancante e stressante. Per questo motivo la multinazionale sarebbe al lavoro per rilasciare una tecnologia che permetterebbe di replicare l’esperienza d’acquisto dalla comodità del proprio divano, senza problemi di traffico, parcheggi o code estenuanti alla cassa.

La rivista Bloomberg ha rivelato infatti che Walmart ha depositato una licenza per sviluppare uno showroom in VR (realtà virtuale), che simulerebbe l’ambiente dei grandi magazzini non solo visivamente, ma anche a livello sensoriale. Potrebbero infatti essere messi a disposizione guanti muniti di sensori, simulazioni di ambienti reali, acquisto automatizzato e cuffie per rendere l’esperienza più immersiva possibile.

Acquisto automatizzato

I clienti, una volta selezionato un prodotto dallo scaffale, potrebbero acquistarlo direttamente, senza aspettare di concludere la spesa prima di effettuare il check out.

Un sistema di questo tipo, seppur innovativo, pone diversi interrogativi da un punto di vista sia etico che strategico.

Criticità dal punto di vista etico

In un mondo in cui i problemi legati all’acquisto compulsivo non accennano a diminuire, una novità come quella che potrebbe essere introdotta da Walmart potrebbe alimentare il fenomeno invece di proporre soluzioni alternative che ottimizzino l’esperienza d’acquisto sia per la GDO che per il cliente finale.

Una mossa non all’altezza dei competitor

Inoltre, come sottolineato dal giornalista Tom McKay su GizModo, una tecnologia di questo tipo richiede apparecchiatura costosa che non tutti i clienti possono permettersi o sono disposti ad acquistare. Nonostante pare che Walmart stia cercando nuovi metodi per tenere testa al competitor Amazon, la soluzione a base di VR potrebbe rendere il gap tra metodi di distribuzione tradizionali e startup innovative ancora più drammatico, e allo stesso alienare sia i consumatori più giovani, abituati a soluzioni veloci ed economicamente convenienti, sia quelli non inclini a utilizzare tecnologie percepite come troppo complesse.

Come spiegato da Bloomberg, si tratta pur sempre di una tecnologia per cui al momento è stata semplicemente depositata una licenza. Come è successo in passato con altre licenze depositate da giganti della grande distribuzione, Amazon compreso, si potrebbe trattare di una tecnologia che non verrà mai sviluppata o di una mossa preventiva messa a punto da Walmart per verificare le reazioni di media ed esperti del settore.


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