Visual storytelling, cos’è, cosa serve e come farlo

Il modo migliore per comunicare un marchio, un prodotto, un servizio è farlo raccontando una storia. Tutti amano ascoltare storie coinvolgenti, ancor più se accompagnate da un’accattivante narrazione visiva. Ogni giorno siamo bombardati da un’infinità di informazioni: solo alcune di queste riescono a fare centro e a restare impresse nella mente dell’utente. Perché ciò accada dobbiamo mettere in atto una buona strategia di visual storytelling.

Cos’è il visual storytelling

Il visual storytelling è una narrazione strutturata che si avvale dell’ausilio di elementi visivi – immagini, disegni, fotografie, infografiche, presentazioni grafiche, video – sfruttando social network e pagine web. L’utilizzo delle immagini permette di creare un racconto immediato, diretto, efficace, non noioso, fruibile rapidamente.

Dobbiamo ricordare, infatti, che il tempo medio di attenzione del cervello umano è di 8 secondi: un lasso di tempo brevissimo! In questo, le immagini ci aiutano moltissimo: le informazioni visive vengono elaborate 60.000 volte più velocemente rispetto alle informazioni testuali. Ecco perché raccontare i propri prodotti attraverso  le immagini è una strategia vincente.

Come creare una strategia di visual storytelling

Come ogni attività di digital marketing, un’azione di visual storytelling non si può improvvisare: va studiata e pianificata con attenzione. Il punto di partenza è una chiara visione e identità del proprio prodotto o servizio: prima di comunicare cosa vogliamo vendere, dobbiamo sapere cos’è, a chi si rivolge, perché i clienti dovrebbero sceglierlo, quali sono i punti di forza, quali elementi lo distinguono dai concorrenti. Una riflessione approfondita su questi aspetti non è mai tempo perso.

Il secondo passo consiste nella creazione di uno schema narrativo: ogni volta che raccontiamo una storia dobbiamo partire da una situazione iniziale che si sviluppa attraverso una trama e arriva a una conclusione. Deve esserci un elemento trasformativo, come nelle fiabe in cui l’eroe attraversa mille peripezie per raggiungere il suo obiettivo.

Non è difficile modellare su un simile percorso la storia della nascita di un’azienda, così come spiegare l’efficacia di un prodotto per pulire i pavimenti, che da sporchi diventano splendenti. Una trama banale, che grazie alle immagini può acquistare tutto un altro impatto.

Qualità ed emozioni

Nel realizzare il vostro piano di visual storytelling, tenete a mente due elementi: la qualità e l’emozione. Investite sulla qualità, utilizzando se possibile contenuti originali, foto video realizzati ad hoc: ricorrere a immagini stock (come Shutterstock o Depositphotos) non è vietato, ma cercate di farlo scegliendo materiali coerenti con quelli di vostra produzione.

Cercate, poi, di suscitare sempre delle emozioni: talvolta la necessità di vendere può portare a insistere troppo sui propri prodotti, restringendo la visione. In realtà, spesso “girare attorno” al punto al quale volete arrivare aiuta. Costruite un mondo, rendetelo visibile e memorabile, scegliete i colori e le forme, le parole per descriverlo, i personaggi che lo abitano. Fate in modo che l’utente possa identificarsi in esso, trovando elementi comuni alla propria esperienza, spunti curiosi, divertenti o commoventi.

Gli strumenti per fare visual storytelling

Grazie ai programmi e alle applicazioni disponibili oggi non c’è più bisogno di essere dei geni dell’informatica o dei grafici provetti per realizzare degli elementi visivi ben fatti e funzionali. Vediamone alcuni:

  • Cinamatic è un’App per iPhone e Android che consente di creare brevi video della durata massima di 15 secondi, utilizzando una serie di filtri per dare effetti particolari. I video si possono poi condividere su Instagram, Facebook o YouTube
  • Canva è un programma molto utile per realizzare velocemente contenuti grafici da condividere sui social, senza dover utilizzare software specifici (e a pagamento) come Photoshop. Consente di scegliere fra una serie di formati già impostati, ad esempio per i post di Facebook e Instagram, mettendo a disposizione una libreria di immagini, font e template gratuiti più altri a pagamento
  • Shorthand è uno strumento pensato proprio per lo storytelling, che permette di creare vere e proprie pagine web con video, immagini e testi. Si tratta di un programma professionale, utilizzato anche da importanti testate giornalistiche, con un prezzo un po’ più elevato rispetto ai precedenti.

Esempi di visual storytelling

Numerosi brand, enti e istituzioni hanno realizzato in questi anni un buon esempio di visual storytelling. La Norvegia ne ha creato uno molto divertente per promuovere il turismo nella nazione: #SheepWithAView,  una campagna che grazie a una videocamera sistemata su quattro pecore lasciate libere di scorrazzare ha permesso di scoprire le bellezze del territorio in un modo decisamente alternativo e ironico. A proposito, non prendersi troppo sul serio è quasi sempre una buona idea, ma bisogna essere capaci di farlo nel modo giusto, proprio come i norvegesi.

Huawei presenta un suo prodotto senza fare alcun riferimento alle caratteristiche del telefono cellulare, bensì raccontando una storia di fantasia che parla di etica e responsabilità: un ragazzino, incontrando in un bosco un animale mai visto prima, sceglie di cancellare la foto appena scattata con il cellulare immaginando le conseguenze che questo semplice gesto potrebbe con ogni probabilità comportare.

Questo breve video, dall’altissimo tasso emozionale, crea una immediata e istintiva vicinanza al marchio, che viene associato a sentimenti alti e positivi, distinguendolo dalla massa. Allo stesso tempo lo spettatore si sente chiamato a rispondere a una importante responsabilità. Non a caso il titolo del video è In your hands, nelle tue mani: la scelta è la tua, noi ti diamo un prodotto, ma quando e come usarlo dipende interamente da te.

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