Una tv per Facebook entro l’estate, puntando ai Millennials

E Apple sta acquistando Texture, impiegati inclusi, un’edicola virtuale di riviste,
che offre ai lettori l’accesso a circa 200 testate

Una tv per Facebook entro l’estate, puntando ai Millennials

Mentre infuria la polemica a seguito dello scandalo Cambridge Analytica e sui social concorrenti impazza la campagna #DeleteFacebook, in collaborazione con dieci editori video, Facebook prosegue i test che dovrebbero portare entro l’estate al lancio della sua nuova piattaforma di notizie Watch.

Si tratterebbe del primo canale di notizie standalone, sul quale far scorrere video news di almeno tre minuti, commentabili in tempo reale. Lo scopo è incentivare il coinvolgimento attivo degli utenti del social e, al contempo, frenare la diffusione delle fake news e il dilagare della disinformazione. Questione questa, che nell’ultimo anno è risultata essere una vera e propria spina nel fianco di Zuckerberg&soci. Insomma Watch, che si presenterà come nuova sezione interna al sito e alle app di Facebook, rappresenterà un vero e proprio canale televisivo, accessibile da computer, smartwatch, tv e, naturalmente smartphone, in grado di sviluppare un flusso autonomo per le notizie, convogliare gli iscritti al social verso fonti attendibili e lavorare fianco a fianco con gli editori per supportarli nel raggiungimento dei loro obiettivi economici e di branding.

Ma la questione sulla attendibilità delle notizie non preoccupa solo Facebook in qualità di aggregatore di notizie, da mesi ormai sotto l’indice puntato di chi l’incolpa di aver svolto un ruolo negativo nella propagazione della disinformazione. Per accreditarsi come fornitore di contenuti veritieri e fondati, Apple sta infatti acquistando l’intera proprietà di Texture, impiegati inclusi. Si tratta di un’edicola virtuale di riviste, nota anche come il “Netflix dei magazine”, che, dietro un abbonamento mensile di 9,99 dollari, offre ai lettori l’accesso a circa 200 riviste. Da notare che la company, attiva dal 2010 seppur col nome di Next Issue Media, era nata in forma di joint venture tra Condé Nast, Hearst, Meredith, News Corp., Rogers Communications e Time Inc, come tentativo degli editori di monetizzare i propri contenuti e fronteggiare la concorrenza di big player come Google.

Ora in mano ad Apple, Texture potrebbe avere miglior sorte e riempire quello spazio importante dedicato alla lettura che ancora mancava al produttore di iPhone.

Tornando a Facebook, viene da chiedersi se la mossa strategica l’aiuterà ad uscire dal pantano e riconquistare la fiducia degli utenti, soprattutto dei Millennials, nell’integrità del suo ecosistema. E se “svecchiare” le sue modalità e tempistiche di fruizione, favorirà l’inversione della transumanza di iGen che stanno rivolgendo le proprie attenzioni verso altri social, Snapchat in primis.

di Francesca Tarissi @robotrix


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