Il futuro del SEO: le potenzialità della Voice Search

Il futuro dell'ottimizzazione SEO potrebbe passare per Google Voice Search - se Google si deciderà a rilasciare dati più precisi.

Il futuro del SEO: le potenzialità della Voice Search

L’ottimizzazione SEO è uno strumento fondamentale per chi voglia garantire al proprio sito web una certa visibilità nei motori di ricerca. Secondo alcuni esperti, tra cui il columnist Bryson Meunier di Search Engine Land, sarebbe arrivato il momento di concentrarsi anche sull’ottimizzazione per Google Voice Search – se Google inizierà a rilasciare dati su queste ricerche.

Mancano i dati della voce

Un Trend Analyst di Google Webmaster, John Mueller, ha infatti di recente fatto notare come diversi webmaster stiano chiedendo alla piattaforma di inserire nella Search Console i dati relativi alle query di ricerca utilizzate tramite Google Voice Search, per comprendere al meglio come gli utenti raggiungano i loro siti non solo digitando un insieme di parole chiave, ma anche utilizzando la voce, ad esempio con Google Home.

Partendo da questo spunto, Meunier ha dato tre ragioni per cui Google (e di conseguenza anche gli operatori del settore) dovrebbe concentrarsi sul voice search:


Maggiore visibilità delle snippet in primo piano

Quando Google Home risponde a una domanda citando informazioni dal web, menziona il nome del sito web da cui sono state estratte, inviando spesso un link alla Google Home app della persona che ha effettuato la ricerca.

Le snippet che vengono lette da Google Home sono quelle dei risultati in posizione zero, cui è stata garantita una snippet in primo piano. Secondo Meunier, ottimizzare queste snippet in funzione delle ricerche vocali potrebbe portare più traffico ai siti web e favorire gli acquisti di device Google Home. Ma è necessario che Google metta a disposizione dati più specifici sulle ricerche vocali all’interno della Search Console.


Un modo migliore per contestualizzare le query

Alcune query di ricerca, come ‘La mia giornata’, funzionano solo su Google Home e Google Assistant. Per quanto riguarda le altre query legate in maniera specifica a questi device, anche in questo caso sarebbe utile poter accedere a dati più precisi. Potrebbero infatti esistere differenze significative tra il modo in cui un utente effettua una ricerca a voce e il suo comportamento quando digita una query su una tastiera. Questa differenza potrebbe avere un enorme impatto sul modo in cui il gestore di un sito web decida di ottimizzare una sua pagina.


Comprendere il potenziale per gli annunci pubblicitari

Come accadeva nel 2005 con il mobile search, non sappiamo ancora quante persone usino il voice search su Google Home e Google Assistant. Una volta messi a disposizione questi dati, diverse aziende potrebbero convincersi a investire e creare prototipi per queste nuove tecnologie, per soddisfare le richieste che gli utenti fanno in relazione ad aziende o servizi.

Non sapendo infatti come questi utenti cerchino queste informazioni, non è ancora possibile garantire loro risultati coerenti e soddisfacenti e soprattutto ottimizzati. Quando verranno introdotti strumenti per rilasciare annunci pubblicitari anche su Google Home, questo tipo di analisi risulterà essenziale.


Amazon e Baidu: spostamento delle ricerche

Bisogna poi ricordare che il leader al momento degli strumenti “vocali” è Echo di Amazon, e le ricerche effettuate cadono sul motore di Amazon. In giro per il mondo ci sono poi altre big che si sono attrezzate, vedi Baidu in Cina. La ricerca vocale potrebbe quindi spostare le ricerche verso nuovi motori di ricerca. Per questo Google si sta attrezzando, ma anche molti altri stanno provando a sfruttare il nuovo mercato.