La nuova strategia di Netflix: il caso 'Roma'

Il caso 'Roma' ha cambiato le regole del gioco tra Netflix e sale cinematografiche: la sfida è ancora aperta, ma ora c'è una maggiore apertura

La guerra tra Netflix e sale cinematografiche, nel vecchio e nuovo continente, è ormai cosa nota. Molti esercenti, infatti, hanno lamentato la contemporanea uscita in sala e sulla piattaforma di streaming di alcuni film dello scorso anno, tra cui il documentario su Stefano Cucchi Sulla mia pelle.
In Italia, in particolare, alcune associazioni come Anec e Anem, si erano rivolte a festival prestigiosi come quello di Venezia, per fare muro contro l’inclusione di alcuni film in concorso che sembravano valorizzare più la fruizione ‘domestica’ tramite streaming che non l’esperienza in sala.

Il film di Cuarón cambia le regole del gioco

A dicembre, le regole del gioco tra Netflix e sale cinematografiche sono cambiate nuovamente, con una mossa strategica che ha favorito queste ultime più che in passato. Infatti, l’attesissimo film Roma di Alfonso Cuarón, premiato tra le altre cose con il Leone d’Oro a Venezia e come Miglior Film Straniero ai Golden Globes 2019, è uscito prima in sala e poi su Netflix. Anche se inizialmente la pellicola avrebbe dovuto essere proiettata nei cinema di tutto il mondo per un solo weekend, tantissime sale (600 in tutto il mondo) hanno potuto mantenere il capolavoro nella loro programmazione, con l’unica condizione, imposta da Netflix, di non divulgare informazioni sui ricavi al botteghino. Il film, simultaneamente, è stato reso disponibile sulla piattaforma a partire dal 14 dicembre, undici giorni dopo l’uscita al cinema.

Un’uscita in sala strategica

Per Netflix, l’uscita in sala anticipata rispetto al rilascio online, è stata strategica: la pellicola di Cuarón, infatti, prodotta dal colosso dello streaming, ha potuto così essere ammessa alle nomination agli Oscar (ne ha accumulate ben dieci) e a diversi altri festival minori che lo imponevano come condizione. Il fatto che i cinema di tutto il mondo abbiano potuto prolungare la durata della programmazione ha favorito gli esercenti, ma soprattutto, gli spettatori.

Le esigenze del pubblico prima di tutto

Se infatti le lamentele delle sale cinematografiche sono state il più delle volte comprensibili, il pubblico ha finalmente a disposizione una maggiore scelta in termini di fruizione, su cui influiscono fattori come la fascia di reddito, l’età, l’area geografica.
Infatti, per moltissimi utenti in tutto il mondo, ad esempio giovanissimi, spettatori che non hanno mezzi di trasporto autonomi per raggiungere una sala, persone che non abitano in grandi centri urbani, Netflix apre possibilità fino ad ora inimmaginabili, andando a colmare quel gap che la televisione di ‘una volta’ creava, con pellicole che talvolta impiegavano anni ad arrivare finalmente sul piccolo schermo, spesso in fasce orarie impossibili.
Allo stesso tempo, gli affezionati al grande schermo, che non vogliono rinunciare all’esperienza del cinema e che hanno tutti i mezzi per farlo, possono armarsi di popcorn e godersi una pellicola imperdibile, nella comoda poltrona della loro sala preferita. Forse, è il caso di dire che per stavolta sembrano aver vinto proprio tutti.

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