Il futuro della pubblicità personalizzata sarà (anche) in auto

Molti brand stanno valutando le prossime mosse per targettizzare i conducenti di auto con messaggi pubblicitari. Ma gli utenti sono pronti?

Il mercato delle automobili parzialmente autonome costituirà entro pochi anni un mercato dal valore di diversi miliardi di dollari. 36 miliardi di dollari entro il 2025 nei soli Stati Uniti, per l’esattezza. Considerato che il settore automotive è in costante crescita, soprattutto in Cina, Europa e Stati Uniti, si delineano scenari molti interessanti non solo per la vendita di veicoli ma anche per un settore ancora emergente.

Pubblicità in auto: un nuovo settore va delineandosi

Diversi brand e agenzie stanno infatti valutando le prossime mosse per introdurre messaggi pubblicitari nell’abitacolo delle vetture, che nella maggior parte dei casi ne sono attualmente privi. Da un punto di vista pratico, non si riscontrano grandi ostacoli: software, sensori, connessioni wifi e altre tecnologie sono già in grado di raccogliere grandi quantità di dati sulle abitudini dei guidatori. Se le aziende ricevessero il via libera sulla vendita delle informazioni relative ai conducenti a terze parti, il settore automotive potrebbe spianare la strada per introdurre nuovi strumenti di marketing e advertising.

Lo scoglio più grande? Gli utenti

Se dal punto di vista tecnologico non ci sono limiti evidenti, lo scoglio più difficile da sormontare potrebbe essere costituito dagli utenti. Attualmente infatti, non esistono ancora regole precise relative all’advertising per l’automotive. Ma, come emerge da diverse ricerche e sondaggi, i consumatori sono ancora incerti e diffidenti, soprattutto in alcuni mercati. Allo stesso tempo, molti addetti ai lavori sono convinti che, offrendo vantaggi dal punto di vista economico (uno sconto sull’assicurazione, un coupon per fare il pieno di benzina, codici sconto, revisioni gratuite ecc.) e della sicurezza, gli utenti potrebbero gradualmente cambiare idea. Si prenda come esempio la ricerca Public opinion on a future with driverless cars, pubblicato sull’ultimo numero di What The Future, svolto da Ipsos: il 49% degli interpellati sostiene che sarebbe utile ricevere informazioni su sconti o offerte particolari in corso presso i negozi in cui si è già effettuato un acquisto in passato. Tra i risultati forse più sorprendenti, emerge come il 27% dello stesso campione riterrebbe questa targetizzazione particolarmente utile nel caso specifico dei ristoranti.

I casi Telenav e General Motors

Un’azienda della Silicon Valley, Telenav, si sta già muovendo in questa direzione. Il brand infatti, specializzato nello sviluppo di software per le automobili, sta facendo un test che consiste nel mostrare ai conducenti annunci pop-up su uno schermo integrato nella vettura. Il proprietario del veicolo ha a disposizione funzioni come l’avvio del motore da app e la navigazione integrata. In cambio, il cruscotto touch emette occasionalmente annunci pubblicitari.

Anche General Motors sta muovendo i primi passi verso l’integrazione di strumenti di marketing all’interno delle auto: lo scorso dicembre infatti, in seguito ad un aggiornamento software, ha introdotto un sistema di e-commerce che consente ai conducenti di ordinare un caffè o prenotare un tavolo in un ristorante durante la guida.


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