Nella guerra tra Amazon e Netflix spunta anche la Warner

Il colosso cinematografico ha annunciato la sua piattaforma online dal nome Dc Universe, che ospiterà le serie ispirate ai celebri eroi della casa editrice di Superman e Batman

Nella guerra tra Amazon e Netflix spunta anche la Warner

L’ultima scendere in campo è stata la Warner Bros che ha annunciato il DC Universe, ossia la sua piattaforma online dove confluiranno le serie ispirate ai personaggi della celebre casa editrice di Superman e Batman. L’appuntamento è per la fine di questo anno con progetti già ben individuati come Metropolis (13 episodi dedicati alla città dell’Uomo d’acciaio prima che facesse la sua comparsa), Titans (il gruppo di giovani eroi della DC capitanati da Dick Grayson – Robin) ma c’è spazio anche per l’horror con il celebre Swamp Thing.

Insomma la Warner ha deciso di sfruttare fino in fondo i contenuti della Distinta concorrenza (come viene chiamata la major americana dei fumetti avversaria della Marvel) di sua proprietà e si è posta sulla stessa direttrice seguita dalla Disney che nei mesi scorsi ha chiarito che nella sua piattaforma, in corso di realizzazione, confluiranno i suoi show e serie tv, togliendole a Netflix.

Una mossa che modifica ancora una volta lo scenario di riferimento per chi guarda al futuro della tv che a lungo è sembrato essere rappresentato solo da Netflix con il suo streaming online, quindi è arrivata Amazon con il suo servizio Video. Ma rapidamente stanno uscendo fuori numerosi nuovi contendenti. La battaglia è in realtà su due fronti: da un lato appunto sulle piattaforme dove si concentreranno quelli che una volta erano banalmente i telespettatori convinti da nuovi modi di fruizione e da programmi ben targettizzati, e dall’altro lato lo scontro è sui contenuti e sul conquistarsi gli autori strappandoli ai concorrenti. Una vera guerra senza esclusione di colpi.

Abbasso il tubo catodico, viva lo streaming

Il primo fronte è tecnologico e programmatico; la televisione come concetto statico, passivo, sta lentamente sparendo tanto che i nuovi modelli sono smart – television ossia hanno la possibilità di andare online e di usare le app. Soprattutto, tutti i prinicipali gruppi televisivi si sono attrezzati per fornire i loro programmi anche in streaming: basta pensare all’ottimo servizio di Raiplay o anche al multiforme mondo di Dplay del Gruppo Discovery.

In generale i nuovi utenti guardano i programmi su più device e non solo attraverso il caro e vecchio tubo catodico, persino in cellulare mentre viaggiano in treno o nella metro verso l’ufficio. Il nuovo scenario tecnologico prevede a monte piattaforme di streaming online, secondo uno standard che è quello imposto da Netflix e che anche Amazon ha mutuato e la cui alternativa tecnologica al momento è rappresentata da Youtube, che ha deciso non solo ospitare video altrui ma con Youtube Red (un servizio non ancora disponibile in Italia) di produrre anche lei contenuti propri, come Cobra Kai, il sequel della saga di Karatè kid.

In questo contesto la Warner ha deciso di varare la sua piattaforma, arrivando però dietro alla Disney, il vero nuovo colosso all’orizzonte in grado di competere realmente con i primi due contendenti. La Disney infatti è fortissima dal punto di vista dei contenuti, avendo in pancia non solo gli storici personaggi legati al suo mondo fiabesco, ma nel corso degli ultimi anni ha acquistato franchise come Star Wars, Indiana Jones e soprattutto la Marvel, ossia la casa editrice dell’Uomo Ragno e dei Vendicatori, con tutto il baglio di oltre 50 anni di storie.

La Disney una volta che ha puntato sull’online, ha adottato una strategia molto aggressiva: nel proclamare l’imminente arrivo della sua piattaforma per lo streaming, ha dichiarato di far rientrare nel suo alveo le serie e i contenuti che in questi anni sono stati a disposizione per gli utenti su Netflix. Poi ha cominciato a pensare ai nuovi prodotti da offrire, agendo anche sul fronte dei nuovi contenuti.

La content-war di Netlfix, Amazon e Disney

Il primo show originale che potremo vedere pensato per la piattaforma Disney sarà una serie dedicata a Star Wars, per cui è stato chiamato il regista e sceneggiatore Jon Favreau, ossia l’autore dei primi due film campioni di incassi dedicati a Iron Man.

Ma la vera content-war è quella che al momento vede in campo Netflix e Amazon. La società di Jeff Bezos non ha badato a spese per aggiudicarsi i diritti del Signore degli Anelli con l’obiettivo di farne la serie fantasy in grado di far dimenticare il Trono di Spade, ma ha anche strappato al colosso dello streaming online con cui stava realizzando il seguito di Una mamma per amica, Amy Sherman Palladino, dandole carta bianca (il risultato è stato quel piccolo capolavoro di serie tv che è The Marvelous Mrs. Maisel).

Netflix non è stata con le mani in mano, e dal canto suo ha portato a casa i servizi geniali di Shonda Rhimes, la creatrice di Grey’s Anatomy e Scandal. In maniera speculare, se Netflix è riuscita a comprarsi il Millarworld, ossia il mondo fumettistico di Mark Millar, Amazon si è accordata con Robert Kirkman, il papà sia per i fumetti sia per il piccolo schermo di The Walking Dead e Outcast.

di Massimiliano Carbonaro