Una versione censurata di Google in arrivo in Cina

Google starebbe sviluppando una versione censurata del suo motore di ricerca, creata appositamente per la Cina. In molti si oppongono, compresi alcuni dipendenti dell'azienda.

Secondo un’inchiesta pubblicata a inizio agosto da The Intercept, Google starebbe lavorando a una versione del suo motore di ricerca adattata al mercato cinese, esclusivamente accessibile da mobile, che includerebbe filtri per bloccare risultati relativi a ricerche su diritti umani, attivismo, religione, ma anche libri come ‘1984’ di George Orwell e siti di informazione come quello del New York Times, della BBC e di Wikipedia

Il progetto, prima della pubblicazione dell’articolo, era noto solo a poche centinaia di dipendenti Google, col nome in codice Dragonfly. Sarebbe in via di sviluppo da almeno un anno e mezzo, a un ritmo accelerato da dicembre 2017, mese in cui il CEO di Google Sundar Pichai ha incontrato alcuni funzionari del governo cinese. Le intenzioni di Pichai erano chiare già dal giugno 2016, quando il CEO (ai tempi a capo dell’azienda da soli 8 mesi) aveva dichiarato “Voglio offrire il nostro servizio agli utenti a livello globale, in ogni angolo del mondo. Google è per tutti. Vogliamo essere in Cina e servire gli utenti cinesi“.

Un’app customizzata per la Cina

Secondo le indiscrezioni trapelate, un team di programmatori e ingegneri ha creato un’app Android customizzata per la Cina, le cui differenti versioni per ora denominate “Maotai” e “Longfei” sono già state mostrate al governo cinese.  La Cina ha ormai raggiunto più di 750 milioni di utenti Internet, il 95% dei quali accede al web esclusivamente da mobile. È possibile che Google abbia deciso di intraprendere questo nuovo e problematico percorso per non rinunciare a un mercato grande quanto l’intero continente europeo.

Cambio di direzione dopo 8 anni

I servizi di ricerca di Google non sono disponibili in Cina dal 2010, bloccati dal cosiddetto ‘Great Firewall’. Google è uscita da quel mercato dopo aver fornito agli utenti del Paese quattro anni di versione limitata, criticata da diversi attivisti e funzionari del governo americano.
Per aggirare i limiti imposti dal governo cinese, che blocca tra le altre cose ricerche sulla libertà d’opinione, il sesso e gli studi accademici, Google avrebbe sviluppato una versione modificata del suo motore di ricerca, che in alcuni casi non mostrerebbe i risultati bannati nella prima pagina dei risultati, mentre per alcune query non mostrerebbe alcun risultato, neanche tra le immagini.

Critiche dai dipendenti Google

I reporter di The Intercept non sono gli unici ad aver espresso scetticismo su questa novità. Centinaia di dipendenti dell’azienda hanno infatti scritto una lettera ai vertici della compagnia per criticare il lancio di questo “motore di ricerca censurato” in Cina. “Abbiamo urgentemente bisogno di più trasparenza, un posto al tavolo, e un impegno a portare avanti processi chiari e aperti: i dipendenti Google hanno bisogno di sapere cosa stiamo costruendo” hanno scritto. Come riportato dalla BBC, non è la prima che i dipendenti Google criticano le decisioni della loro azienda: ad aprile, migliaia di lavoratori avevano criticato un progetto avviato insieme all’esercito americano per sviluppare intelligenza artificiale per i droni. Google ha nel frattempo sospeso quel contratto con il Pentagono.


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