#ForTheWeb: come si può migliorare Internet?

Il report The Case #ForTheWeb esamina alcuni trend sull'utilizzo di Internet, anche negativi, proponendo alcune soluzioni.

La World Wide Web Foundation, fondata dall’inventore del web Sir Tim Berners-Lee, ha da poco lanciato la campagna #ForTheWeb, un’iniziativa che promuove la protezione di un web libero e aperto a tutti.
Per lanciare la campagna, la fondazione ha pubblicato un report, The Case #ForTheWeb, che sottolinea i risultati ottenuti dall’umanità in quasi 30 anni di web ed esamina alcuni trend attuali, compresi quelli che comportano una minaccia. Ecco alcuni dei passaggi più significativi dello studio.

Un web accessibile per tutti e tutte

Più della metà della popolazione mondiale non è ancora connessa a Internet. Le persone non connesse sono soprattutto donne che vivono in aree urbane caratterizzate da un alto tasso di povertà, specie in paesi dal reddito medio-basso. L’80% degli europei è ora su Internet, mentre l’Africa è a quota 22% (nel 2005 solo il 2% della popolazione africana era connessa). A partire dal 2015 la percentuale di crescita degli utenti online ha iniziato a rallentare.

Le soluzioni proposte: Secondo la Web Foundation, è necessario che i costi dell’accesso a Internet vengano abbassati. Nei Paesi più poveri, un 1GB di traffico può talvolta arrivare a costare l’equivalente di un terzo dello stipendio medio di un lavoratore.
Inoltre, sarebbe opportuno studiare iniziative ad hoc per coinvolgere e formare la popolazione femminile, spesso la più marginalizzata quando si tratta di accesso al web, specie nei paesi più colpiti dal divario salariale tra uomini e donne.
Altre soluzioni citate sono quelle di offrire più luoghi di accesso gratuito a Internet (ad esempio il WiFi libero in biblioteche e altri luoghi pubblici) e studiare piani per distribuire meglio la rete Internet, anche in aree non ancora raggiunte.

Sicurezza e protezione per gli utenti

Secondo una ricerca del Pew Research Center, rispetto a quattro anni fa, la percentuale di cittadini americani convinti che Internet sia prevalentemente positivo per la società è diminuita. Nel Regno Unito, otto utenti Internet su dieci hanno preoccupazioni relative al navigare online. Secondo la fondazione, i fattori di rischio sono soprattutto la tutela della privacy e dei dati personali raccolti, la sorveglianza dei cittadini da parte dello Stato, la gestione di molti processi affidata agli algoritmi e il bullismo e altri abusi online. Come si può ricostruire la fiducia nel web?

Le soluzioni proposte: Secondo il report, ogni persona online dovrebbe avere accesso a strumenti chiari e semplici da usare per controllare l’uso dei propri dati personali. Regolamenti come la GDPR dovrebbero essere estesi anche ad altre nazioni al di fuori dell’Unione Europea.
Inoltre, i procedimenti automatizzati dovrebbero essere resi più trasparenti, con una dichiarazione d’intenti da parte dei designer e sviluppatori che hanno contribuito a costruirli.
Infine, è necessario che il dibattito sugli abusi online non si fermi e si trovi una costruttiva via di mezzo tra libertà di parola e tutela dagli abusi, anche tramite la legislazione ove necessario.

Maggiore emancipazione e diversità

Un web che permetta l’emancipazione di tutti è un web in cui tutte le voci possono esprimersi e hanno pari opportunità di essere ascoltate. Per raggiungere questo obiettivo, secondo la World Wide Web Foundation, il cambiamento in questo caso passa anche per il multiculturalismo e il multilinguismo.

Infatti, più della metà dei top 10 milioni di siti Internet è in lingua inglese, mentre il 75% della popolazione mondiale non parla la lingua o non è madrelingua inglese. Inoltre, sono relativamente pochi i contenuti creati tenendo in considerazione nel proprio target (e di conseguenza nel proprio linguaggio e nella strategia adottata) i gruppi più marginalizzati (donne, persone disabili, popolazioni indigene).

Le soluzioni proposte: secondo la fondazione, è assolutamente necessario garantire la Net Neutrality. Ogni utente, indipendentemente dal contenuto che sta fruendo, dovrebbe essere in grado di consultarlo alla stessa velocità e allo stesso prezzo. Inoltre, sarebbe necessario incentivare la produzione di contenuti in più lingue, che tengano conto della diversità degli utenti. Dare priorità alla formazione sulle digital skills. Diminuire la concentrazione di mercato di chi controlla e definisce i contenuti e i trend online e, infine, coinvolgere diverse culture e nazionalità nel definire le nuove policies che riguardano net neutrality e democrazia online.

La versione integrale del report è consultabile qui.

Questo articolo non rispecchia la posizione di FpS Media sui temi citati, ma riporta considerazioni e soluzioni proposte dalla World Wide Web Foundation.

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