Facebook non è un social per giovani

Facebook continua a crescere, ma gli adolescenti preferiscono YouTube e Snapchat

Facebook non è un social per giovani

Facebook, nonostante le crisi recenti, continua a dominare incontrastato come il social media più popolare e utilizzato nel mondo. Anche una piattaforma molto diffusa nel mercato cinese come Weibo non riesce ad avvicinarsi ai numeri del social network di Zuckerberg: si ferma infatti a 313 milioni di utenti attivi al mese, contro i 2.2 miliardi di Facebook. Ma c’è una fascia demografica che sembra immune al suo fascino: stiamo parlando degli adolescenti.

Secondo una recente ricerca di Pew Research, solo il 51% dei teenager usa Facebook (un calo del 20% rispetto al 2015). Nonostante gli utenti in questa fascia d’età siano assidui utilizzatori di device mobile (il 95% di loro ha accesso almeno a un dispositivo), piattaforme come YouTube e Snapchat stanno sottraendo una fetta consistente di mercato.

Gli adolescenti preferiscono YouTube e Snapchat

Infatti, il 32% degli adolescenti intervistati ha affermato di utilizzare YouTube più spesso di qualsiasi altra piattaforma. Il 35% ha indicato invece Snapchat come app preferita. Anche se il 51% dei teenager afferma di utilizzare occasionalmente Facebook, questa percentuale risulta relativamente inconsistente rispetto agli utenti adolescenti che dichiarano di utilizzare Snapchat, Instagram e YouTube (rispettivamente, il 69%, il 72% e l’89% del campione coinvolto nella ricerca). Facebook sembra non riuscire a stare al passo non solo dei competitor ma anche delle altre app di casa Zuckerberg, WhatsApp e Instagram, che stanno mantenendo un trend di crescita solido.

Un crollo annunciato

Zuckerberg sembra essersi reso conto da diversi anni di questo problema. L’introduzione delle Stories su Instagram, ad esempio, è stata vista da molti come una mossa strategica per contrastare il crescente successo di Snapchat. Lo stesso vale per l’attenzione riservata negli ultimi anni all’implementazione di nuove feature per migliorare l’esperienza di fruizione video degli utenti della piattaforma, per esempio l’introduzione di Facebook Live per lo streaming.

Quali saranno le prossime mosse?

Allo stesso tempo, la ricerca condotta da Pew Research è ancora parziale e incompleta. Si sente infatti il bisogno di proporre analisi più approfondite, non solo quantitative ma anche qualitative. Quali sono le azioni preferite dagli adolescenti su Facebook? Con quale obiettivo viene utilizzato? Quali sono le feature che ottengono l’engagement migliore da parte degli utenti che fanno parte di questo target? Se le prossime ricerche e sondaggi riusciranno a focalizzarsi maggiormente su questi aspetti, sarà più semplice prevedere gli andamenti futuri delle rispettive piattaforme e, perché no, provare a immaginare quali nuove strategie verranno adottate da Zuckerberg per tentare di riconquistare gli under 18.


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