Facebook, regole più dure per le pubblicità politiche

Facebook ha annunciato l'introduzione di tool che imporranno più trasparenza ai creatori di inserzioni a tema politico

Gli strascichi dei recenti scandali che hanno coinvolto Facebook si stanno facendo sentire. Il social media più popolare al mondo (ha ormai raggiunto quota 2.2 miliardi di utenti attivi al mese) sta iniziando infatti a prendere i primi provvedimenti promessi al fine di rendere più trasparente il processo di finanziamento di lobby e privati nei confronti dei partiti politici, per contribuire alla lotta contro eventuali interferenze esterne che possono avere un ruolo, anche molto importante, nel determinare i risultati delle elezioni politiche.

Modifiche alla policy

Lo scorso 24 maggio Facebook ha annunciato l’introduzione di una serie di modifiche nella policy relativa alla sponsorizzazione di contenuti sulla piattaforma, finalizzati a migliorare i processi che ruotano intorno alla creazione e pubblicazione di annunci pubblicitari politici.

Inserzioni politiche più trasparenti

D’ora in poi, ogni organizzazione, agenzia o partito che voglia creare un contenuto sponsorizzato a fini politici, dovrà indicare a chiare lettere quale realtà o corporation ha finanziato quell’annuncio. Queste nuove regole non si applicheranno esclusivamente a contenuti politici in periodo di campagna elettorale, ma a qualsiasi post sponsorizzato o inserzione che abbia a che fare con un tema politico, come l’immigrazione o le tasse. Almeno per il momento, questa feature sarà rilasciata soltanto negli Stati Uniti, ma non è da escludere che nel tempo verrà esportata anche in altri Paesi.

Un archivio sullo sponsor

Oltre all’etichetta che, all’interno del contenuto sponsorizzato, indicherà il nome dello sponsor, l’utente potrà anche consultare un archivio dedicato che conterrà informazioni ulteriori su di esso, tra cui età, location, genere e budget utilizzato per la campagna. Katie Harbath, che ricopre il ruolo di Global Politics and Government Outreach Director per Facebook, ha dichiarato: “Il nostro principale obiettivo è quello di far sì che le persone sappiano chi sta cercando di condividere messaggi con loro così come chi li sta finanziando”.

Questo aggiornamento, che riguarda sia Facebook che Instagram (la gestione delle inserzioni per i due canali è unificata in un’unica piattaforma), arriva a poche settimane dal momento in cui il Congresso degli Stati Uniti d’America ha rivelato l’esistenza di migliaia di annunci politici controversi e provocatori, pagati dall’agenzia russa Internet Research Agency, per seminare discordia e influenzare i risultati delle elezioni americane del 2016.

Cosa si intende per contenuto politico?

Facebook ha lavorato a stretto contatto con un’organizzazione esterna, la Comparative Agendas Project (CAP), al fine di individuare gli elementi che costituiscono un contenuto politico. Sono stati individuati venti tematiche di importanza nazionale (tra cui diritti civili, aborto, armi, immigrazione e povertà): se il contenuto promosso fa riferimento ad almeno uno di questi argomenti, l’inserzionista dovrà fornire maggiori informazioni su chi ha finanziato la sponsorizzazione.


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