Ingerenze russe su Facebook, colpiti USA e (forse) Italia

Facebook annuncia di aver chiuso diverse pagine e account, che diffondevano fake news di propaganda in vista delle midterms. Stavolta anche su Instagram.
Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti sono sempre più vicine. Si tratta di un appuntamento politico importante, previsto per il 6 novembre 2018, che riguarda la composizione della Camera dei rappresentanti, un terzo dei membri del Senato e i governatori di 36 dei cinquanta Stati membri. Secondo un post pubblicato da Facebook Newsroom, così importante da aver attirato nuovamente ingerenze russe sul social, sotto forma di propaganda e diffusione di fake news.

Le prove di tali ingerenze sono state definite dal team di Facebook come ‘comportamento non autentico coordinato’, architettato per influenzare la politica statunitense attraverso la piattaforma. Le attività sono state individuate per la prima volta intorno alla metà di luglio, come ha confermato il responsabile della cyber-sicurezza di Facebook Nathaniel Gleicher. Ad oggi, Facebook ha rimosso 17 profili o pagine Facebook e sette account Instagram, legati a quest’operazione. Una delle pagine eliminate era seguita da oltre 290 mila persone. L’azienda ha affermato che alcuni di questi profili o pagine erano stati creati intorno a marzo 2017, quelli più recenti invece nel maggio 2018.

Fake news anche su Instagram

Il fatto che la propagazione di fake news passi ormai anche da Instagram non fa che confermare il fenomeno affrontato di recente proprio su questo blog: anche su Instagram si discute di news e a farlo sono soprattutto i teenager.

La mano dell’IRA?

Al momento non esistono prove che confermino che l’operazione sia stata orchestrata dall’IRA, l’Internet Research Academy legata al governo russo che aveva contribuito a diffondere fake news in occasione delle ultime elezioni presidenziali USA del 2016. Facebook ha notato un comportamento più cauto da parte degli admin delle pagine chiuse di recente, che include l’utilizzo di VPN e VoIP e il pagamento a un’agenzia di terze parti per la gestione delle inserzioni pubblicitarie, per cui è stato speso un totale di 11 mila dollari statunitensi.

Il commento del Senatore

Il vice presidente del comitato dell’Intelligence del Senato, Mark Warner, ha commentato così le nuove scoperte di Facebook: “Le rivelazioni di oggi sono la prova ulteriore del fatto che il Cremlino continua a sfruttare piattaforme come Facebook per disseminare divisione e disinformazione e sono lieto che Facebook stia prendendo provvedimenti per localizzare e riconoscere questo tipo di attività”.

Ingerenze russe anche in Italia?

Secondo un articolo pubblicato da La Stampa il 5 agosto, c’è un sospetto di ingerenze russe anche sulle elezioni politiche italiane del 4 marzo, sotto forma di fake news, come segnalato dal capo della sicurezza di Facebook Alex Stamos. Visto lo scetticismo che ha accolto la recente ipotesi che alcune fake news siano state propagate su Twitter a favore di Lega Nord e Movimento 5 Stelle per influenzare le elezioni, si rimane in attesa di un riscontro e una conferma ufficiale sulle caratteristiche e la portata di questo episodio.


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