Il copyright sulla musica online cambia ancora

Il mondo del copyright musicale affronta un nuovo cambiamento: l'introduzione del Music Modernization Act. Ecco tutte le novità

Il mondo del copyright musicale sta per attraversare una nuova ondata di cambiamento, dopo quella affrontata all’inizio degli anni Duemila, quando i servizi di pirateria online e musicale misero a dura prova le etichette discografiche, i manager, ma soprattutto gli artisti. Una nuova legge approvata all’unanimità dal congresso statunitense, denominata Music Modernization Act, potrebbe infatti cambiare ancora una volta le regole per le label.

Un sistema centralizzato

Il cambiamento più grande in arrivo è quello che riguarda la creazione del Mechanical Licensing Collective. Si tratterà di un’organizzazione che centralizzerà i processi di registrazione e pagamento delle royalties, nel tentativo di ridurre o quantomeno semplificare la burocrazia e renderla più accessibile a tutte le parti, artisti compresi, visto che i creativi vengono spesso tagliati fuori da questi procedimenti. Questa organizzazione sarà finanziata da aziende come Google e Pandora.

Cosa cambia

Se in passato i servizi di streaming musicale online e le case discografiche dovevano spesso avviare lunghe trattative per finalizzare accordi, grazie al MLC sarà possibile pagare per una licenza con la quale acquistare tutta o parte della musica presente nei suoi registri, invece di concordare cifre e accordi con ogni singolo artista o label a porte chiuse o imporle in maniera illecita.

Ridotto il rischio di azioni legali

Negli ultimi anni, numerosi artisti hanno attaccato i suddetti servizi di streaming, in particolare Spotify ed Apple Music, proprio a causa dei margini di guadagno troppo bassi per artisti ed etichette. L’introduzione di un sistema condiviso permetterà di ridurre il rischio di azioni legali, visto che il costo di acquisto della licenza sarà stabilito a livello centrale dal MLC e non privatamente dalle singole piattaforme.

Nuove tutele per produttori e ingegneri del suono

Della nuova legge dovrebbero beneficiare anche le parti che troppo spesso vengono trascurate: produttori e tecnici. Sono previste infatti nuove regole per garantire un compenso equo anche a loro, senza porre tutta l’attenzione come spesso accade solo su autori e performer.

CLASSICS Act

Il CLASSICS Act, incluso all’interno di questa nuova legge, estenderà la vigente legge sul copyright alla musica prodotta prima del 1972. Fino ad ora, la musica prodotta prima di quell’anno era soggetta a regole differenti.

Un aspetto di questo procedimento che è stato criticato da alcuni gruppi e attivisti è che sarà completamente automatizzato, come spiegato da TechCrunch: anche se un artista che ha prodotto e registrato musica prima del 1972 non fosse d’accordo o non avesse intenzione di sfruttare questa nuova protezione, gli/le verrebbe imposto di farlo e il nuovo copyright varrebbe fino al 2067.

 

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