Brand sui social: emozioni e personalizzazione

In un'epoca di overload informativo, emozioni e personalizzazione aiutano i brand a colpire gli utenti

Brand sui social: emozioni e personalizzazione

La nostra è un’epoca di overload informativo: ogni giorno, vengono creati 400 milioni di nuovi tweet e 4,75 miliardi di post su Facebook. Questo continuo flusso di contenuti richiede l’elaborazione di nuove strategie, non solo quantitative (per riuscire a guadagnare visibilità nonostante l’algoritmo), ma anche qualitative, per riuscire a creare valore per gli utenti. Secondo Pratick Dholakija, fondatore di The 20 Media e contributor di The Next Web, il futuro della condivisione social è sempre più personale.

Dholakija sostiene infatti che in un contesto saturo e affollato come quello attuale, i brand dovrebbero impegnarsi a ideare campagne che puntino a valorizzare ciò che conta di più per gli utenti: se stessi.
I contenuti personalizzati colpiscono infatti le emozioni dei consumatori, e questo aumenta le possibilità di condivisione. Secondo uno studio realizzato da Fractl, le emozioni sono il nucleo dei contenuti virali: ‘L’impatto emotivo è stato il più grande differenziatore tra le nostre campagne più di successo e le altre’.

Adidas e la Boston Marathon

Diversi brand hanno capito quanto gli utenti diano importanza alla condivisione di ricordi su Facebook. In occasione della più recente Boston Marathon, ad esempio, una partnership con Adidas ha permesso di tracciare e filmare tutti i 30.000 runner presenti in momenti chiave della corsa. Terminato l’evento, ogni partecipante ha potuto utilizzare un mini-sito creato ad hoc per la campagna, inserire un codice di accesso e accedere a una serie di video e foto che lo/la ritraevano, pronti per essere scaricati, postati e condivisi sui social. Ogni runner ha anche ricevuto un’email con un invito a consultare una landing page contenente il proprio video.

Contenuti come moneta sociale

La pubblicazione di questi video sui social ha permesso ai runner di comunicare indirettamente qualcosa su se stessi. Infatti, per la maggior parte degli utenti, i social sono una piattaforma per dimostrare uno o più aspetti del proprio carattere e della propria personalità, anche in maniera indiretta. Condividere un certo link o visual diventa una sorta di moneta sociale, uno statement.

I brand aiutano gli utenti a vantarsi

Come ha sottolineato lo stesso Dholakija, le persone tendono a voler parlare di sé e condividere elementi importanti della propria personalità, ma non sempre riescono a farlo in prima persona, per paura di suonare eccessivamente vanitosi o egocentrici. Ecco che allora contenuti creati da terze parti, con se stessi al centro della scena, diventano un pretesto irresistibile per cedere alla tentazione della vanità, perché il creatore del contenuto rimane in questo caso l’azienda e non il singolo utente.


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