Editoria: chi paga non vuole vedere pubblicità

Togliere AdBlock oppure acquistare un abbonamento online al giornale, senza pubblicità? Quasi tutti gli utenti hanno optato per la seconda.

Può l’utilizzo di plugin come AdBlock da parte degli utenti aiutare i publisher ad aumentare le conversioni sul sito web? Secondo un esperimento di un giornalista statunitense, sembrerebbe proprio di sì.

Verso la fine del 2017 Ryan Nakashima, un reporter che si occupa di tecnologia per Associated Press, è riuscito a svolgere un esperimento molto interessante con il sostegno economico del Jim Bettinger News Innovation Fund, da cui aveva ricevuto pochi mesi prima 13.000 dollari da investire in ricerca. I siti coinvolti in questo test fanno parte del Bay Area News Group, gruppo editoriale che comprende tra gli altri The Mercury News (un quotidiano della Bay Area statunitense, che comprende San Francisco, Silicon Valley e dintorni) e East Bay Times, un giornale locale della zona di Oakland che nel 2017 ha vinto il Premio Pulitzer per Breaking News Reporting. Nakashima aveva condiviso i primi risultati a gennaio di quest’anno, ma di recente ha dato un ulteriore aggiornamento su quanto scoperto con un post su Medium.

A partire da febbraio, il reporter e il suo team hanno iniziato a targetizzare gli utenti che utilizzavano plugin per bloccare gli annunci pubblicitari con un messaggio: please disable your ad blocker on the site, or subscribe (per favore disattiva il tuo ad blocker o abbonati). Tutti gli utenti che hanno preferito la seconda opzione – quasi la totalità di quelli che hanno ricevuto questa call to action, hanno ricevuto un breve sondaggio da compilare. Secondo il reporter, è emerso da questa survey che gli utenti che pagano per ricevere un servizio online si aspettano uno spazio privo di annunci pubblicitari, come succede su YouTube, Netflix, Pandora, HBO e molte altre piattaforme.

Come evidenziato da Kristen Hare su Poynter, il test ha riguardato un campione abbastanza piccolo di utenti e non è ancora chiaro se, nel lungo periodo, gli utenti che utilizzano AdBlock e simili rimarranno iscritti paganti al sito più a lungo degli altri utenti, se rispetteranno la media degli utenti che non utilizzavano un ad blocker quando hanno deciso di pagare un abbonamento al sito oppure se abbandoneranno la propria sottoscrizione con tempi più veloci della media. Quello che è certo è che aver targettizzato gli utenti che usavano un ad blocker ha portato a Nakashima e al suo team un incremento di abbonamenti molto rapido.

La prossima fase della ricerca consisterà nel monitorare quante pagine vengono visualizzate in media da questi utenti, per capire quanto potrebbe costare l’eventuale abbandono di un modello basato su inserzioni pubblicitarie e, soprattutto, se ne varrebbe la pena in termini economici. “Mi piacerebbe che l’azienda avesse una visione davvero granulare di ognuno di questi segmenti del suo pubblico, in modo da sapere dove indirizzare le energie e le risorse” ha dichiarato il giornalista.


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